La quarantena imposta dall’emergenza Covid, ha bloccato la nostra quotidianità fermando anche il tempo della feste e con esse il rinnovarsi rituale del tempo e delle stagioni. L’attesa della guarigione collettiva, una pratica che i nostri giorni non avevano mai conosciuto, ha cristallizzato suoni, gesti, profumi, sapori e colori, ma non ha certamente cambiato il senso più profondo di tante feste popolari italiane: l’affidamento alla devozione dei santi protettori, l’offerta del sacrificio, il voto, la preghiera, l’invocazione della grazia, ma anche la tensione agonistica, la convivialità, il rinnovarsi e il rinsaldarsi dei legami sociali.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, nel suo abituale lavoro di documentazione accanto alle comunità festive, si è confrontato con l’incertezza, con il disorientamento, con il dolore della privazione della possibilità di rappresentare e celebrare riti e tradizioni.

La funzione dell’antropologia visiva non solo come strumento di analisi critica del visibile, ma anche, più semplicemente, per la sua azione di raccolta e conservazione di frammenti irripetibili del vissuto individuale o collettivo si è rivelata di grande aiuto nella lunga attesa di ritorno alla festa. Lasciando fluire liberamente il potere evocativo della memoria e la sequenza unica e irripetibile del flusso dei ricordi, è nata l’idea di realizzare performance virtuali nel cuore di quei luoghi che l’assenza della festa aveva privato del loro senso più profondo.

Nell’anno del tempo sospeso, prende avvio la trasfigurazione di materiali filmici, prodotti dall’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e realizzati da Francesco De Melis nel corso di varie ricerche sui contesti festivi e rituali italiani, in inediti esperimenti di videomapping “in absentia”. La Corsa dei Ceri di Gubbio, anzi, la sua assenza, è la prima sperimentazione: la nuda pietra della facciata del Palazzo dei Consoli si accende all'improvviso, in pieno lockdown, dei vividi ricordi della festa. La proiezione di Prodigio in slow motion, short film girato durante la corsa del 2018, si estende all'intera forma del palazzo. La performance viene a sua volta filmata, da terra e in volo, con un set di cinecamere in movimento che allargando lo spazio filmico ad un fantasmatico percorso festivo nella città vuota restituisce un incredibile documento visivo sull’assenza della festa.

Grazie ad un ulteriore sviluppo del progetto, sostenuto con audacia e determinazione dalla Rete delle Grandi Macchine a Spalla, le comunità festive di Nola, Palmi, Sassari e Viterbo nell’estate del 2020 riescono a dare presenza alle loro celebrazioni sospese: Un patrimonio sulle spalle, il docufilm sulle feste della Rete che ha sorpreso e commosso il pubblico del Festival di Venezia, torna nelle piazze in cui è stato girato come un immenso affresco "all'aria aperta", in alta risoluzione, con un potentissimo impianto audio surround dislocato in quadrifonia e con la sorprendente scenografia evocativa creata dagli exhibition designers di Openlab Company, enfatizzata dagli allestimenti luminosi ideati dai performers di Quiet Ensemble, illuminando con i suoi colori le pietre antiche dei palazzi storici, delle facciate di chiese e cattedrali, ha scritto il racconto di un' assenza che non sarà facile dimenticare.

Grazie alla progettazione di Zeno Ruzza, che avvalendosi di tecnologie avanzate ed insieme ad altri giovanissimi e audaci progettisti della start up A something surprising, ha prodotto le immagini provenienti da questi spettacolari eventi di videomapping immersivo, insieme a quelle della documentazione filmica originale realizzata prima della sospensione emergenziale, sarà possibile fruire di uno spazio immersivo in formato tascabile il quale porterà il visitatore nelle piazze italiane, protagonista delle performances festive. Sarà sufficiente inquadrare il QR di riferimento, per visualizzare il video direttamente dal proprio smartphone o inserire il cellulare in uno visori in cartone provvisti dall’Istituto per sperimentare una incredibile visione immersiva, sicura e priva di contaminazioni virali.

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